AI Act Formazione AI 2026

AI Act Rinviato? Perche Devo Fare Comunque la Formazione AI nel 2026

"L'AI Act e stato rinviato", "l'obbligo slitta al 2027", "tanto la formazione non e piu obbligatoria". Sono i titoli che girano dopo il Digital Omnibus del 7 maggio 2026. La verita e piu sfumata: l'art. 4 sull'alfabetizzazione AI e stato effettivamente ammorbidito, ma la formazione resta rilevante. In questo articolo ti spiego cosa e cambiato davvero, senza allarmismi e senza sanzioni fantasma, e perche documentarsi prima del 3 agosto 2026 resta la scelta razionale.

Mariano Matera 16 Giugno 2026 8 min lettura

Cosa e Cambiato Davvero con il Digital Omnibus

Partiamo dai fatti, perche e qui che la maggior parte degli articoli sbaglia. Il Digital Omnibus, presentato dalla Commissione europea il 7 maggio 2026, e un pacchetto di semplificazione normativa che tocca diverse leggi digitali UE, tra cui l'AI Act. Non e una cancellazione del Regolamento, non e un rinvio in blocco al 2027 e non e una sanatoria. E un alleggerimento mirato di alcune disposizioni, accompagnato da una rimodulazione di alcune scadenze.

Il punto che interessa chi cerca "AI Act rinviato" o "formazione AI obbligatoria davvero?" e l'articolo 4, quello sull'alfabetizzazione AI. Prima del Digital Omnibus l'art. 4 imponeva ai soggetti che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale di garantire un livello sufficiente di competenza al personale che li usa. Il verbo "garantire" e un obbligo di risultato forte.

Il cuore dell'ammorbidimento

La proposta del Digital Omnibus rimodula la formulazione dell'art. 4: dal dovere di "garantire" un livello di alfabetizzazione si passa a un linguaggio piu vicino a "supportare e incoraggiare" lo sviluppo delle competenze.

  • Cosa significa: l'obbligo diventa meno prescrittivo, piu un dovere di diligenza che di risultato puntuale.
  • Cosa NON significa: non significa che l'art. 4 sparisce, ne che si possa adottare l'AI in azienda senza preoccuparsi di chi la usa e come.
  • Stato del processo: il Digital Omnibus e una proposta in iter legislativo UE; il testo definitivo va seguito perche puo cambiare.

Sul piano delle date, due punti fermi aiutano a non confondersi. L'obbligo di alfabetizzazione dell'art. 4 e applicabile dal 2 febbraio 2025: non e una novita futura, e gia legge da oltre un anno. La fase di vigilanza piu strutturata, con le autorita nazionali competenti pienamente operative e il quadro sanzionatorio del Regolamento attivo, e attesa per il 3 agosto 2026. Il Digital Omnibus interviene su alcune scadenze e su alcuni obblighi, ma queste due colonne restano il riferimento concreto su cui ragionare.

Tradotto: chi racconta che "non c'e piu niente da fare fino al 2027" sta semplificando in modo scorretto. La cogenza si e attenuata, non azzerata. E chi sa spiegare questa differenza, ai clienti o internamente, parte avvantaggiato.

Perche la Formazione AI Resta Rilevante

Se l'art. 4 e stato ammorbidito, perche continuare a parlare di formazione? Perche l'AI Act non e l'unica fonte che conta, e perche il rischio reale per chi usa l'AI non e quasi mai una multa europea. Ecco i tre motivi concreti.

1. La Legge italiana 132/2025

L'Italia ha una sua normativa sull'intelligenza artificiale, la Legge 132/2025, che non viene toccata dal Digital Omnibus europeo. In particolare gli artt. 22 e 24 incidono sull'uso dell'AI nelle professioni e richiamano il ruolo degli Ordini professionali (commercialisti, avvocati, professioni tecniche). Per chi esercita una professione ordinistica, la competenza nell'uso degli strumenti AI non e solo una raccomandazione UE attenuata: e un tema deontologico e professionale che resta in piedi a prescindere dalle modifiche al Regolamento europeo.

2. Responsabilita civile e disciplinare

L'ammorbidimento dell'art. 4 non cancella la responsabilita di chi usa uno strumento AI e causa un danno. Se un professionista o un'azienda adotta un sistema AI, lo usa male perche nessuno sapeva come funziona, e ne deriva un errore verso un cliente o un terzo, la questione si sposta sul piano civile e, per gli iscritti agli Ordini, disciplinare. Non e l'AI Act a giudicare quel caso: e il diritto comune. Saper dimostrare di aver formato chi usa lo strumento e un elemento concreto di tutela, indipendentemente da quanto sia prescrittivo l'art. 4.

3. Audit-readiness prima del 3 agosto 2026

Dal 3 agosto 2026 le autorita competenti saranno piu operative nella vigilanza sull'AI Act. Anche con un art. 4 attenuato, chi adotta sistemi AI ha tutto l'interesse ad arrivare a quella data potendo dimostrare di aver agito con diligenza: quali sistemi usa, chi li usa, come ha formato le persone. L'audit-readiness non significa vivere nel timore di un'ispezione: significa avere ordine e tracciabilita, che e poi quello che serve anche per dormire tranquilli e per rispondere a un cliente che chiede "ma voi l'AI come la gestite?".

Nessuno di questi tre motivi e basato su una multa specifica o su un attestato magico. Sono ragioni di gestione del rischio e di credibilita professionale. Ed e esattamente questo il punto: la formazione AI ha senso anche senza l'obbligo forte dell'art. 4, perche il valore non era nel bollino, ma nel saper usare bene lo strumento.

Cosa Fare Ora: la Documentabilita e la Vera Risposta

Se tutto questo ti sembra un buon motivo per non fare nulla, e l'interpretazione sbagliata. La lettura corretta e: non serve panico, serve diligenza documentabile. La differenza tra le due e enorme, ed e tutta nella tracciabilita. Ecco l'approccio pragmatico che consiglio.

1

Mappa i sistemi AI che usi davvero

Elenca gli strumenti AI in uso (assistenti generativi, tool di automazione, funzioni AI dentro software che gia usi) e chi li utilizza. Senza questa mappa non sai nemmeno su cosa formare le persone. E un'oretta di lavoro che chiarisce subito le idee.

2

Forma chi usa l'AI, in modo proporzionato

Non serve un master: serve che chi usa lo strumento capisca cosa puo e non puo fare, quali dati non vanno inseriti, come verificare gli output. La proporzionalita e proprio lo spirito della versione attenuata dell'art. 4: formazione adeguata al ruolo, non un corso enciclopedico per tutti.

3

Lascia traccia: attestato, registro, policy

La diligenza che non puoi dimostrare, per chi deve valutarla, non e mai esistita. Un attestato di partecipazione alla formazione, un registro delle attivita svolte e una policy interna di uso dell'AI sono i tre documenti che trasformano "ci siamo formati" in qualcosa di verificabile. Nessuno di questi e "obbligatorio per legge" come singolo documento, ma insieme costruiscono l'audit-readiness.

Un'ultima nota onesta sui costi: diffida di chi vende il corso AI come adempimento salva-multa o agita cifre da capogiro. La formazione ha senso per i tre motivi visti sopra, non per paura di una sanzione. Se vuoi inquadrare meglio l'art. 4 e il quadro normativo completo, ho approfondito tutto nella pagina dedicata all'alfabetizzazione AI e nel corso AI Act.

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Domande Frequenti su AI Act, Rinvii e Formazione

L'AI Act e stato rinviato al 2027?

Non in blocco. Con il pacchetto Digital Omnibus presentato il 7 maggio 2026 la Commissione europea ha proposto di rimodulare alcune scadenze e di alleggerire alcuni obblighi, ma il Regolamento UE 2024/1689 resta in vigore. L'obbligo di alfabetizzazione AI dell'art. 4 e applicabile dal 2 febbraio 2025 e la fase di vigilanza piu strutturata e attesa per il 3 agosto 2026. Parlare di "AI Act cancellato" o "rinviato tutto al 2027" e impreciso: alcune parti slittano, altre no.

Con il Digital Omnibus l'art. 4 e ancora un obbligo?

L'art. 4 sull'alfabetizzazione AI resta nel testo, ma la formulazione e stata ammorbidita: dal dovere di "garantire" un livello sufficiente di competenza si passa a un linguaggio piu vicino a "supportare e incoraggiare". In pratica l'obbligo diventa meno prescrittivo e piu orientato alla diligenza. Resta pero un dovere di mezzi: chi adotta sistemi AI deve attivarsi per formare chi li usa, anche se la cogenza e attenuata.

Allora la formazione AI e davvero obbligatoria per legge?

La formazione non e un adempimento con un attestato "obbligatorio per legge" nel senso burocratico del termine, e nessuna norma impone un singolo corso specifico. Resta pero rilevante per tre motivi concreti: l'art. 4 dell'AI Act nella sua versione attenuata, la Legge italiana 132/2025 che tocca le professioni ordinistiche (artt. 22 e 24), e la responsabilita civile e disciplinare di chi usa l'AI senza sapere cosa sta facendo. Documentarsi e una scelta di gestione del rischio, non un bollino da appendere al muro.

Cosa conviene fare entro il 3 agosto 2026?

Arrivare alla fase di vigilanza in stato di audit-readiness: una mappatura dei sistemi AI usati in azienda, una formazione documentabile per chi li utilizza, e una traccia scritta (attestato di partecipazione, registro delle attivita formative, una policy interna di uso dell'AI). Non serve panico ne corsa a corsi miracolosi: serve poter dimostrare, se richiesto, di aver agito con diligenza.

Il rinvio e l'ammorbidimento raccontati dai titoli sono reali, ma parziali. L'AI Act non e sparito, l'art. 4 e diventato meno prescrittivo, e la formazione AI resta una scelta sensata per ragioni che vanno oltre l'Europa: la Legge 132/2025, la responsabilita verso clienti e terzi, e l'ordine interno necessario alla vigilanza del 3 agosto 2026. Essere quello che spiega correttamente questa differenza, senza allarmismi e senza multe inventate, e gia un vantaggio competitivo.

Mariano Matera

Consulente AI e Sviluppatore Software | Torino

Costruisco sistemi AI per aziende italiane e formo i team che li usano. Approccio pragmatico: niente allarmismi normativi, niente buzzword. Spiego cosa dice davvero l'AI Act e cosa conviene fare, con la formazione documentabile come strumento di gestione del rischio, non come bollino.

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